Published in Transplant International 2011;24(6):548-554

In document University of Groningen Preserving organ function of marginal donor kidneys Moers, Cyril (Page 112-124)

Il Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera ha suddiviso il territorio regionale in zone A, B, C, secondo un ordine decrescente di criticità legata alla qualità dell’aria. Il comune di Malo è stato classificato nella fascia “A1 provincia”. Per tale fascia il piano prevedere l’obbligo di predisporre Piani d’Azione con azioni per contrastare i fenomeni di inquinamento.

Figura 4-1. Nuova zonizzazione amministrativa della provincia di Vicenza – anno 2006. (fonte:

Rapporto Ambientale della VAS del PTCP di Vicenza)

4.1.1 La qualità dell’aria suddivisa per macro settori

Il DM n.261/2002, emanato in attuazione al D.Lgs n.351/99, indica nelle linee guida APAT il riferimento per la realizzazione della stima delle emissioni in atmosfera generate in un ambito spazio temporale definito. Questa stima ha condotto alla realizzazione di un inventario delle emissioni, predisposto secondo la metodologia CORINAIR proposta dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), nel quale le sorgenti di emissione sono state classificare secondo tre livelli gerarchici: la classe più generale prevede 11 macrosettori:

1. Combustione: Energia e Industria di Trasformazione;

2. Impianti di combustione non industriale;

3. Combustione nell’industria manifatturiera;

4. Processi produttivi (combustione senza contatto);

5. Estrazione e distribuzione di combustibili fossili ed energia geotermica;

6. Uso di solventi ed altri prodotti contenenti solventi;

7. Trasporto su strada;

8. Altre sorgenti e macchinari mobili (offroad);

9. Trattamento e smaltimento rifiuti;

10. Agricoltura;

11. Altre emissioni ed assorbimenti

La metodologia prefigura due possibili approcci alla stima delle emissioni in atmosfera: topdown e bottomup. Secondo queste due diverse procedure si realizza un flusso di informazioni che nel caso del topdown (“dall’alto verso il basso”) parte dalla scala spaziale più ampia (es. nazionale) e discende a livelli inferiori (regioni/province/comuni), utilizzando specifiche variabili di disaggregazione, mentre nel caso del bottomup (“dal basso verso l’alto”) ascende direttamente dalla realtà produttiva locale a livelli di aggregazione maggiori.

APAT provvede periodicamente alla compilazione ed aggiornamento dell’inventario nazionale delle emissioni secondo la metodologia CORINAIR, e recentemente, in collaborazione con il CTNACE (Centro Tematico Nazionale – Atmosfera Clima Emissioni) ha prodotto la disaggregazione a livello provinciale delle stime di emissione nazionali relative agli anni 1990, 1995, 2000, secondo l’approccio TopDown.

Un approccio topdown, analogo a quello descritto sopra e finalizzato alla disaggregazione spaziale delle emissioni, è stato seguito dall’Osservatorio Regionale Aria per dettagliare a livello comunale le stime APAT provinciali relative all’anno 2000.

La stima a livello comunale mette a disposizione un quadro completo sulle principali tipologie di fonti emissive (i macrosettori), per un ampio numero di inquinanti. Questa base informativa (Stima delle emissioni in atmosfera nel territorio regionale veneto – banca dati di indicatori del quadro conoscitivo LR n.11/04) può risultare essenziale nell’interpretazione delle dinamiche di produzione dell’inquinamento e di impatto sull’ambiente.

L’analisi dei dati aggregati per macrosettori, permette di identificare a livello comunale le principali problematiche rilevate alla componente aria che possono essere attribuite a:

- l’inquinamento urbano di cui sono responsabili il traffico veicolare, il riscaldamento degli edifici e gli impianti industriali ed energetici. Le città infatti sono i luoghi dove maggiormente si concentrano le fonti di squilibrio per l’ambiente con conseguenze dirette anche sulla salute dei cittadini.

Sulla base dei dati riportati nella tabella successiva si evidenzia gli impianti di riscaldamento civile (macro settore 2) contribuiscono alla formazione di un elevato tasso di CO, CO2, e di NOx.

Il traffico veicolare rappresentato dal macrosettore 7 incide nel comune di Malo nella produzione di Piombo, Ossidi di Azoto, PM10, CO e CO2 e composti organici volatili, tutti inquinanti che derivano dalla prima fase della combustione.

- settore produttivo le emissioni generate da fonti produttive (macrosettori 3 e 4), si nota come a Malo sia il comparto legato ai processi produttivi l’altra fonte di inquinamento rilevante nel territorio comunale. Macrosettore che evidenzia un elevato tasso di CO e di CO2 e PM10 un’elevata presenza, peraltro non riscontrabile negli altri macrosettori, di Selenio, Piombo, Zinco, e SOx.

4.1.2 Qualità dell’aria del comune di Malo

I dati riportati per marco settore per il comune di Malo sono confermati anche da una campagna di monitoraggio realizzata mediante una stazione rilocabile eseguita nel 2007 nel comune di Malo in Via Vittorio Veneto (Figura 4-2).

Figura 4-2. Posizione stazione rilocabile nel sito di MALO (Monitoraggio della qualità dell’aria mediante stazione rilocabile in comune di Malo. ARPAV – Dipartimento Provinciale di Vicenza.

2007)

Durante le campagne di monitoraggio, su 45 giorni complessivi di misure valide sono stati rilevati 15 giorni di superamento del valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana dalle polveri inalabili PM10, limite pari a 50 µg/m3 dal 2006; si tratta di un limite da non superare più di 35 volte nell’arco dell’anno civile, corrispondenti a circa il 10

% dei giorni totali o, detto in altri termini, il 90° percentile dei valori giornalieri di un intero anno dovrebbe essere inferiore a 50 µg/m3. La media complessiva delle concentrazioni giornaliere di PM10 associata al sito di Malo (43 µg/m3) è risultata superiore a quella relativa alla stazione di SCHIO (29 µg/m3) ed inferiore a quelle di VICENZA Via Tommaseo e Via Spalato (rispettivamente 47 e 51 µg/m3).

Relativamente agli altri inquinanti monitorati (monossido di carbonio, anidride solforosa, biossido di azoto, ozono,metano ed idrocarburi non metanici, PM10, benzene, toluene, etilbenzene, oxilene, mxilene, pxilene), fatta eccezione per l’Ozono, non sono stati rilevati superamenti dei valori limite fissati dalla normativa vigente, e relativi al breve periodo. Per quanto riguarda l’Ozono c’è stato un unico superamento da parte della massima media mobile giornaliera della “soglia di protezione della salute”, pari a 120 µg/m3, precisamente il 16 settembre 2007 con un valore di 128 µg/m3. Nessun superamento invece del “livello d’informazione” pari a 180 µg/m3.

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