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Al 1° gennaio 2018, la popolazione residente totale in Piemonte era pari a 4.375.865 unità (7,2 per cento della popolazione italiana e 11 per cento di quella del Centro-Nord), di cui il 9,7 per cento costituito da stranieri residenti (423.506 unità). L’evoluzione demografica della regione nell’ultimo decennio è stata positiva, grazie ai flussi migratori dall’estero; il saldo naturale è strutturalmente negativo e le migrazioni dall’interno del Paese sono molto contenute.

Negli anni più recenti si osserva un rallentamento della dinamica della popolazione, a seguito di una flessione delle iscrizioni dall’estero.

PIL

Il prodotto interno lordo della regione nel 2017, pari a 133 miliardi (a valori correnti), rappresentava il 7,7 per cento del Pil italiano e il 9,9 per cento di quello del Centro-Nord. La variazione in termini reali, rispetto all’anno precedente, è 1,1 per cento, inferiore alla media italiana (1,6 per cento e 1,7 per cento nel Centro-Nord). Nell’ultimo decennio, comprendente gli anni in cui la crisi economica ha colpito in maniera significativa l’Italia (-0,5 per cento media annua), la flessione del Piemonte, in termini di Pil, è stata superiore (-0,9 per cento media annua). Nel 2017 il Pil della regione era pari al 94,4 per cento rispetto al livello del 2005.

Il Pil pro capite a valori concatenati del Piemonte nel 2017 era di 28.222 euro, pari al 106,8 per cento del Pil pro capite italiano e al 90,7 per cento di quello del Centro-Nord.

Valore aggiunto settoriale

Nel 2017 il valore aggiunto del Piemonte, aumentato dell’1 per cento rispetto all’anno precedente, ha registrato andamenti eterogenei:

una flessione nel settore dell’agricoltura (-6,1 per cento, superiore alla diminuzione in Italia del 4,3 per cento). In aumento gli altri settori: le costruzioni del 3,5 per cento (la media italiana è dell’1 per cento); l’industria in senso stretto del 2,7 per cento (in Italia 3,7 per cento), e quello dei servizi dello 0,4 per cento, inferiore alla media italiana (1,1 per cento).

Figura 1. Contributi dei saldi demografici (valori per 1.000 abitanti)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Istat

Figura 2. Andamento del PIL

(numeri indici 2005=100; prezzi concatenati, anno di riferimento 2010)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Istat

Figura 3. Valore aggiunto settoriale 2017 (quote % dei principali 6 settori sul totale economia)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Istat

27 - PIEMONTE Mercato del lavoro

Nel 2017, il numero di occupati regionali, pari a 1 milione 774 mila (il 7,9 per cento del totale nazionale pari a oltre 22 milioni 400 mila unità), è aumentato dello 0,5 per cento rispetto al 2016 (una crescita inferiore allo 0,9 per cento della media italiana). Come in tutte le regioni del Centro-Nord, sia il tasso di occupazione 15-64 anni (65,2 per cento) che quello femminile (58,8 per cento) sono superiori a quello medio nazionale, pari rispettivamente al 58 e al 48,9 per cento. Il tasso di disoccupazione è in diminuzione per il terzo anno consecutivo e si attesta al 9,1 per cento (la media italiana è 11,2 per cento). Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni raggiunge una quota pari al 32,9 per cento (-3 punti rispetto all’anno precedente) e risulta inferiore alla media nazionale (34,7 per cento) pur rimanendo a livelli elevati.

Sistema produttivo

In Piemonte secondo i dati Istat le imprese attive nell’industria e nei servizi erano quasi 326 mila nel 2016 (il 7,4 per cento di quelle italiane); la densità imprenditoriale, pari a 74,1 per mille, è superiore a quella nazionale (72,4 per mille). Gli addetti nelle unità locali sono circa 1,3 milioni (il 7,9 per cento del totale nazionale), di cui oltre 387 mila nel solo manifatturiero (29,5 per cento del totale addetti della regione, a fronte di una media nazionale del 21,9 per cento). La dimensione media delle unità locali è pari a 4 addetti (superiore al 3,8 della media italiana) anche perché il 95,4 per cento del totale sono micro imprese con 0-9 addetti.

Sulla base dell’indice di specializzazione, i settori che caratterizzano la base produttiva della regione relativamente al contesto italiano sono:

attività manifatturiere; attività finanziarie e assicurative; servizi di informazione e comunicazione; attività immobiliari.

In base ai dati Infocamere, il tasso di iscrizione netto nel registro delle imprese nel 2018 nella regione ha un andamento leggermente negativo (-0,79 per cento), in contrasto con il dato positivo a livello nazionale (+0,15 per cento). Al 31 dicembre 2018, il numero di imprese registrate è pari a quasi 433 mila (il 7,1 per cento del totale nazionale pari a circa 6,1 milioni), di cui il 22,5 per cento femminili, il 9,1 per cento giovanili e il 10,1 per cento straniere.

Nel 2018, le start up innovative nella regione erano 494 e rappresentavano il 5,1 per cento del totale sul territorio nazionale, pari a 9.767.

Figura 4. Tasso di disoccupazione (valori percentuali della forza lavoro)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Istat

Figura 5. Addetti per settore 2016 (quote percentuali sul totale addetti dei primi 6

settori per indice di specializzazione)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Istat

Figura 6. Imprese femminili, giovanili e straniere 2018

(quote percentuali sul totale imprese)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Unioncamere-Movimprese

28 - PIEMONTE Credito

In Piemonte, nel 2017, lo stock dei prestiti erogati dalle banche e Cassa Depositi e Prestiti alle società non finanziarie (fonte Banca d’Italia), è stato pari a circa 55,2 milioni di euro. La dinamica è in continua diminuzione, con una variazione pari al -2,1 per cento rispetto all’anno precedente, ma più contenuta in confronto alla diminuzione registrata in Italia (-6 per cento) e nel Centro-Nord (-5,8 per cento).

L’ammontare dei prestiti in essere è quindi ben al di sotto dei valori del 2011, poiché la riduzione del volume dei prestiti erogati non è cessata neppure negli anni successivi alla crisi.

L’intensità creditizia (da noi misurata come rapporto tra il credito erogato al sistema produttivo attivo, al netto delle sofferenze, e il Pil a valori correnti) nella regione è stata nel 2017 piuttosto contenuta e pari al 35,9 per cento. È una grandezza ben inferiore a quella registrata per l’Italia (39,3 per cento) e per il Centro-Nord (43,7 per cento), situazione registrata anche negli anni precedenti. La dinamica è in diminuzione costante dal 2011, pertanto il credito diminuisce non solo in termini assoluti ma anche rispetto al Pil, che invece ha registrato un incremento.

Esportazioni

Nel 2017 in Piemonte, le esportazioni di beni sono state pari a 48,1 miliardi di euro correnti (il 10,6 per cento dell’export nazionale, pari a 451 miliardi), con un incremento dell’8 per cento rispetto all’anno precedente, di poco superiore all’aumento medio registrato nel Centro-Nord e in Italia (7,6 per cento). I comparti a più elevata specializzazione sono il settore dei mezzi di trasporto (di cui autoveicoli 21,4 per cento), i macchinari e apparecchi meccanici (19 per cento) e i prodotti alimentari (10,5 per cento). I Paesi UE28 rappresentano il mercato di sbocco più rilevante per la regione, principalmente verso Germania e Francia, ma sono significative anche le vendite verso gli Stati Uniti, nonché verso i BRICS (8,7 per cento), prevalentemente verso la Cina (4,8 per cento).

Figura 7. Prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie produttrici

(numeri indici 2011 = 100)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Banca d’Italia

Figura 8. Rapporto tra credito utilizzato (al netto delle sofferenze) e PIL

Fonte: elaborazioni ACT su dati Banca d’Italia

Figura 9. Esportazioni di merci (variazioni percentuali sull’anno precedente a valori

correnti)

Fonte: elaborazioni ACT su dati Istat

29 - PIEMONTE

Programmazione 2014-2020: dotazione finanziaria e dati di OpenCoesione

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